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Otello Marcacci

Otello Marcacci è nato a Grosseto il 13 marzo 1963. È “dottore” in Scienze Economiche e bancarie ma preferisce esser chiamato “signore”, convinto com’è che occorra molto più sacrificio di qualche anno di studio per meritare tale appellativo. Scrive perché crede di avere un luna park nel cuore e vorrebbe invitare tutti a farci un giro, e perché vorrebbe contaminare il mondo con la propria fantasia.
www.otellomarcacci.com

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I libri di Otello Marcacci

GCIP---PER-SITO

Gobbe come i PireneiNeo Edizioni, 2011
Eugenio Bollini. Ciclista di professione, con risultati modesti alle spalle, ossessionato dal suo Quoziente Intellettivo – “ottimo per rendersi conto di come va il mondo, ma non abbastanza per migliorarlo” – dà inizio al proprio riscatto partendo da un divorzio con tanto di prole e da una promessa fatta a suo padre in punto di morte. Da qui vecchi e nuovi personaggi si intrecciano con la sua vita mediocre per accompagnarlo fino all’ultima e grande sfida.
  • Genere: Romanzo
  • Pagine: 288
  • Editore: Neo Edizioni
  • Anno: 2011
  • Prezzo: 15,00 euro

IRDS---PER-SITO

Il ritmo del silenzioEdizioni della Sera, 2012
Marco Rossi, un giornalista romano di mezza età, vittima della disillusione e piegato nell’animo dall’andamento triste della sua vita riceve l’invito di un condannato a morte a presenziare alla sua esecuzione in Texas. Non avendo idea di chi possa essere quell’uomo né del perché desidera avere accanto proprio lui nel momento fatale, comincia sia un viaggio fisico che lo porterà fino negli Stati Uniti, sia uno mentale che lo costringe a ripercorrere la sua vita per riuscire a venire a capo di quell’enigma.
  • Genere: Romanzo
  • Pagine: 270
  • Editore: Edizioni della Sera
  • Anno: 2012
  • Prezzo: 14,00 euro

SAOKD-PER-SITO

Sfida all'Ok DakarNeo Edizioni, 2016
Imbolsito, arreso, smarrito, in pieno stallo coniugale, sportivo ed esistenziale, mentre la crisi economica impazza e i 40 anni segnano il passo, l’ex ciclista Eugenio Bollini è al giro di boa. Non ha perso la sua verve ma nemmeno quella sana mediocrità che da sempre lo accompagna. Ma, più di tutto, non vuole perdere i legami, traballanti eppure fortissimi, con la sua famiglia e, soprattutto, coi suoi figli. Così da buon gregario della vita, tenta di rimettere insieme i pezzi cercando quell’equilibrio necessario per evitare la caduta definitiva. Tra improbabili terapie di gruppo, sequestri di salme illustri, gare amatoriali al limite della legge, strambi personaggi e traffici loschi, accade l’impensabile: l’evento che spingerà Bollini a rimontare in sella per lanciarsi nella più grande e rocambolesca corsa in bicicletta cui il mondo abbia mai assistito.
  • Genere: Romanzo
  • Pagine: 268
  • Editore: Neo Edizioni
  • Anno: 2016
  • Prezzo: 15,00 euro
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Gli inediti di Otello Marcacci

Marmo liquido

fantasy-579810_1280Loris Golino è un ricco industriale di 50 anni che è riuscito a costruire una fortuna nel settore cartario. A una vita apparentemente piena di soddisfazioni, anche vissuta con ostentazione e magnificenza, si sovrappone un disagio interiore irrisolto. I suoi giorni scorrono tra eccessi, feste, affari, portando con sé vecchie memorie di un’infanzia vissuta accanto a un padre ingombrante, scrittore prima di successo poi in declino, morto suicida per il rimorso di aver ucciso in un incidente d’auto un bambino di quattro anni, guidando in stato di ubriachezza. Si scoprirà nel romanzo che era stato proprio Loris a procurargli da bere, diventando così involontariamente complice di quella morte. Questa macchia sedimenta in lui un senso di colpa, che lo spinge a cercare forme di eccellenza continue. È sposato con Monia, donna ricca, raffinata e colta, ma fragile. Il matrimonio vacilla tra le incomprensioni derivanti dal contrasto tra le due personalità: forte e spavalda quella di lui, remissiva e debole l’altra, che è legata al marito da una forma di dipendenza e ammirazione, ma soffre di forti crisi depressive che soltanto Loris riesce a contenere. Il loro unico figlio, Alessandro, più saggio e maturo della sua età, fa pratica presso la redazione di un giornale. A causa di un affare finito male, che lo vede anche vittima di una truffa, il piccolo mondo borghese di Golino entra in crisi. Viene accusato di usura dalla Guardia di Finanza e costretto a sopportare un sequestro conservativo di soldi e beni, con la sua azienda, messa in mora dal sistema bancario, che rischia il fallimento. I media prendono a dipingerlo come un mostro e viene messo alla berlina da coloro che fino a poco prima lo rispettavano, sentendosi pesantemente infamato. Il rivoltarsi di ciò che ha intorno fa detonare i suoi vecchi demoni, che arrivano a impossessarsi della sua esistenza. Entra in una fase di dolore e messa in discussione dei tutta la sua vita che lo porta, quasi involontariamente, a iniziare un viaggio attraverso l’incontro di altre esistenze, come quella di un manager fallito, emblema della deflagrazione interiore di fronte alle difficoltà del vivere in questa società; o come quella di una ragazzina strafottente che lo coinvolgerà nella sua umile storia familiare, finendo in coma in ospedale a seguito di un rave party. Loris troverà nel padre di lei, Luciano, un uomo di grandissima umanità, e a lui confesserà per la prima volta quello che si porta dentro dall’infanzia, convincendosi, alla fine, che l’unico modo per riuscire a ritrovare la pace sia quello di rintracciare la madre del bambino ucciso trent’anni prima e ottenere il suo perdono. Quando la trova, scopre Paola, una donna oramai anziana e dalla personalità complessa: amante delle teorie esoteriche e della kabalah, sembra avere una conoscenza dell’animo umano e della filosofia in grado di aiutarlo a ritrovare la via che aveva smarrito in gioventù. In cambio del suo aiuto e del perdono a cui lui ambisce, essendo malata terminale di cancro, pretende però che Loris la aiuti a decidere quando e come mettere fine alla sua esistenza. “Una vita per una vita” gli dice, “mi hai tolto mio figlio adesso devi pagare aiutandomi a morire.” La richiesta di Paola costringe Loris a fare i conti con cosa lui consideri davvero giusto e cosa no. Nel viaggio che li porta in Svizzera, dove Loris ha trovato una clinica che pratica l’eutanasia, Paola decide di togliersi la vita da sola annegandosi in mare in Liguria, nonostante il tentativo che Loris compie di salvarle in extremis la vita. Nel momento in cui giungono gli inutili soccorsi, gli arriva anche la telefonata del suo avvocato: il giudice ha stabilito che nei suoi confronti è stato commesso un madornale errore giudiziario e gli viene restituito l’onore al quale lui tanto teneva. Loris non risponde nulla. Si arrende, ormai, al dovere di ricucire i fili della sua esistenza, in un’ultima emersione che accompagna lo scioglimento della vicenda (con le confessioni in tribunale di un finanziere che svela l’accanimento perpetrato ai suoi danni) alla scoperta di parti inespresse e nuove di sé, e verso la giusta collocazione a quelle di sempre. Loris ritrova un vecchio manoscritto del padre e la forza di dare forma ai suoi sogni, che non rappresentano più un irrisolto ma una nuova opportunità: quella di continuare l’opera del padre, in un sorta di riconciliazione a posteriori.

  • Genere: Mainstream
  • Cartelle: 201

The Best Practice

«Cosa avrei potuto fare più di quello che non avevo già fatto? Le certezze non erano sgretolate, mi sentivo ancora forte e determinato, ma mi teneva gioco un altro sentimento, una sottile instabilità interiore. Mi sentivo ferito e, per quanto avessi messo pezze di orgoglio e fierezza, le tracce di un solco chiamato “dignità offesa” mi si stavano parando davanti alla coscienza, come sentinelle».

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L’opera narrativa, raccontata dal protagonista in prima persona, è ambientata ai nostri giorni e presenta una vicenda personale scaturita da un dramma, la vita di Luigi Scoglio, imprenditore di successo, segnata da una profonda ferita: accusato ingiustamente di essere un usuraio, deve riuscire a galleggiare in una società che lo ama e lo detesta allo stesso tempo. Costretto a gestire la crisi che ne deriva, l’uomo ha maturato dolore e solitudine interiore. Per uscire dalla gabbia nella quale sente di essersi rinchiuso, decide di fare un patto con il lettore al quale affiderà il suo sapere per riuscire ad avere successo nella vita e negli affari in cambio della pazienza che questi gli riserverà per ascoltare il racconto della sua storia. Essendo Scoglio, tuttavia, allo stesso tempo vittima e carnefice, nonché preda di alcune paranoie e manie egocentriche, il racconto stesso non segue sempre un ordine cronologico. A volte assume toni elegiaci, altre molto gaudenti, altre ancora onirici, mostrando la grandezza e la miseria di un uomo abituato a vivere sopra le righe costretto a fare i conti con il terribile apparato burocratico statale. La spannung si raggiunge al momento in cui la Guardia di Finanza fa irruzione nella sua azienda portandogli via, oltre all’onore, anche la sua amata Ferrari, che lui identifica con il simbolo del suo potere. In quel momento l’Arma decide anche di catalogarlo come “Best Practice” (da cui il titolo del romanzo) e cioè come l’esempio di come si combatte il malaffare in Italia. Gli eventi successivi vedono Scoglio gettato in una disperazione silente durante la quale viene a contatto con un’umanità nascosta che lo tocca nel profondo: una suora laica, un amico erotomane, una dipendente con ambizioni artistiche che ha un fratello dissociato, un collega che cerca di suicidarsi. Questi incontri – intervallati da vaneggiamenti il cui scopo è ipnotizzare la mente per riuscire ad anestetizzarla e non provar più dolore ed evitare di andare alla deriva – mettono in crisi la stabilità psicoemotiva di Scoglio, ma lo aiutano anche a raggiungere un nuovo equilibrio rivelandosi esperienze terapeutiche. La delusione che era stata la causa della sua caduta nell’abisso ha quindi il duplice effetto di rafforzare la certezza che la giustizia alla fine trionfa, da una parte, e, dall’altra, fargli riscoprire l’amore mai espresso ma vero di coloro che gli stanno accanto.

  • Genere: Romanzo (tratto da una storia vera)
  • Cartelle: 162

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