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Federica D’Amato

Federica D’Amato (1984) si occupa di letteratura e lavora nel campo dell’arte e del giornalismo. Dopo un percorso di studi umanistico, in Italia e all’Estero, e dopo aver viaggiato in tutto il mondo, è tornata a vivere e lavorare nel suo Abruzzo, dove ha iniziato a collaborare con case editrici e quotidiani. Ha pubblicato le raccolte di poesia La dolorosa (2008), Poesie a Comitò (2011), Avere trent’anni (finalista Premio Frascati, 2013); l’edizione italiana del Libro dell’amico e dell’amato di Ramon Llull (2011; nuova traduzione in via di pubblicazione nel 2016); l’edizione italiana di Dove diavolo sei stato? di Tom Carver (2012) e il libro-dialogo con Davide Rondoni, I termini dell’amore (2016). Ha all’attivo numerosi contributi di critica letteraria per riviste specializzate, italiane e straniere; dirige la collana di narrativa breve “Bartleby”, e la collana di poesia “L’Angiolo”, per la Ianieri Edizioni; scrive di cultura sulla terza pagina del quotidiano «Il Centro» (gruppo «L’Espresso»). L’unica cosa di cui è sicura è che labor omnia vincit. Quando ha voglia.
www.federicadamato.it

L’Agenzia Letteraria Edelweiss ha in rappresentanza tutti i testi
di Federica D’Amato per l’Italia e per l’estero

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I libri di Federica D’Amato

A imitazione dell'acquanottetempo, 2017
L’acqua è per la vita ciò che la parola è per la lingua. “A imitazione dell’acqua”, la parola si adatta e plasma, scorre e trattiene, purifica, crea e invita al silenzio. Archetipo per eccellenza della rigenerazione, della femminilità, della psiche e della spiritualità, l’acqua mette in comunicazione il cielo con la terra. Come la poesia. E in questo continuo fluire, i versi di Federica D’Amato compiono il passaggio da metafora a metamorfosi dell’una nell’altra. È di parole che l’uomo si disseta per scongiurare il deserto dell’abbandono.
  • Genere: Poesia
  • Pagine: 117
  • Editore: nottetempo
  • Anno: 2017
  • Prezzo: 12 euro

Un anno e a capoGalaad Edizioni, 2017
“‘Si amavano così tanto che anche l’amore decise di lasciarli soli.’ A me viene da pensare che questo di Federica D’Amato sia de facto un discorso postmoderno (non sul postmoderno), e che lo sia inevitabilmente. Un discorso che rammenta a noi tutti il nostro persistere inevitabilmente ai bordi di un collasso, lungo una circonferenza dove non possiamo che deporre parole nomadi. Felicemente, nomadi, e piene di grazia, almeno in Federica: che le scrive come una preghiera rivolta all’immagine sfocata al centro per eccellenza, forse pensando a un luziano ‘battesimo dei frammenti’.” (Dalla Postfazione di Simone Gambacorta)
  • Genere: Narrativa
  • Pagine: 136
  • Editore: Galaad Edizioni
  • Anno: 2017
  • Prezzo: 12 euro

Lettere al Padre. Preghiera in forma di letteraIanieri, 2016
“Federica D’Amato compone tredici lettere di commento alla preghiera cristiana del Padre Nostro, scegliendo come interlocutore Comitò. Federica e Comitò si scrivono, ma l’inchiostro dell’interlocutore si sbianca, fino a cancellarsi, restano solo le parole di Federica, unica prova della comune ricerca metafisica, ossia il bisogno di ridire l’indicibile, il tentativo di cogliere gli slanci epifanici dell’assoluto nella relatività del quotidiano. Qui l’autrice non tergiversa attorno a un cristianesimo di comodo, anzi la sua prosa fortemente evocativa non lesina tensione tragica, dubbi e angosce, ma zampilla parole per qualcosa che vuole prendere voce: una brama d’amore decisa a trovare la lingua dell’amore. Federica D’Amato torna con coraggio a pregare il Padre ontologico e il padre storico, perché la preghiera lacera l’uniformità e l’opacità del visibile, strappa il mondo a se stesso, lo costringe a disgiungersi, lasciando rifiorire l’essere profondo delle cose.” (dalla prefazione di Donato di Stasi)
  • Genere: Romanzo epistolare
  • Pagine: 60
  • Editore: Ianieri
  • Anno: 2016
  • Prezzo: 10 euro
  • Estratto di copertina: “Io voglio parlare con te per stare vicino a tutti.”
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Il libro dell'amico e dell'amatoQiqajon, 2016
Quest’opera, raro esempio di poesia mistica in lingua catalana, descrive la relazione dell’essere umano, l’amico, con il trascendente, l’amato, e il legame che li unisce, l’amore: è un libro che ancora oggi ci colpisce perché capace di esprimere un sentimento universale, un desiderio che resiste all’erosione del tempo e della storia. Chiunque, a un certo punto della sua vita, abbia sperimentato in sé la segreta forza dell’amore, sarà commosso da queste parole: vi si riconoscerà e si sentirà compreso, scorgendo in esse i movimenti del proprio cuore.
  • Genere: Poesia religiosa
  • Autore: Raimondo Lullo
  • Traduzione e curatela: Federica D’Amato
  • Pagine: 152
  • Editore: Qiqajon
  • Anno: 2016
  • Prezzo: 14 euro

ITDA---PER-SITO

I termini dell'amoreCartaCanta, 2016
Prima viene la gioia. “Seconda la grazia, terza la bellezza, quarto il sorriso, quinta la passione, sesto il ricordo e settima la fine. Ma prima, per prima viene la gioia. Queste le parole che voglio smontare con te, questa la scommessa. Non credi che il risultato potrebbe lenire lo schianto della tua giustizia? Voglio dire, ridare dignità all'(in) giustizia di certi amori. Una piccola gioia del poeta – per la sua ricerca – e dell’uomo – per la sua anima.” Sette giorni, sette dialoghi e sette parole attraverso cui Davide Rondoni e Federica D’Amato cercano di capire perché è l’amore a essere l’unica cosa più (in)giusta di questa nostra misteriosa esistenza. Andando così a zonzo tra la gioia, la grazia, la bellezza, il sorriso, la passione, il ricordo e la fine, i due amici cercano insieme il significato di quelle parole luminose che abitano le storie di ogni amore, la semplice pronuncia di ciò che resta diventando poesia. Il ricordo è il luogo dove tutte le parole di un amore si danno appuntamento per avviarsi insieme, tenere e imprecise, verso l’ultima stazione della fine.
  • Genere: Dialogo
  • Coautore: Davide Rondoni
  • Pagine: 104
  • Editore: CartaCanta
  • Anno: 2016
  • Prezzo: 12,00 euro
  • Estratto di copertina: “Con te, però, ora, vorrei fare un passo in avanti, lanciando in aria la moneta dell’amore nella speranza che la sua faccia (in)giusta cada dalla parte esposta al sole.”

AT---PER-SITO

Avere trent'anniIanieri, 2013
A Auvers-sur-Oise, trenta chilometri a nord ovest di Parigi, si consuma nell’estate del 1890 l’ultimo atto della tragica vita di Vincent Van Gogh. Nei due mesi precedenti Van Gogh dipinge alcune delle sue tele più famose e frequenta assiduamente la famiglia del dottor Gachet, alle cui cure è stato affidato da suo fratello Theo.
Dopo la morte del pittore, e col crescere della sua fama, Margherita Gachet non dirà né scriverà mai una sola parola su di lui, a differenza di quanto faranno suo padre e suo fratello Paul. Si nasconde forse qualcosa dietro a “Chissà perché i testi ancorati alle esitazioni delle fasi di passaggio riescono a parlarci meglio dell’anacronismo degli spazi interiori. La risposta più semplice è che con il proprio formalizzarsi nell’indeterminatezza di una pausa riescono a fare dell’impasse un movimento conoscitivo. Da questo punto di vista risultano quasi esemplari gli esiti dell’ultima prova poetica di Federica D’Amato, che fin dal titolo ‘Avere trent’anni’, si sofferma sullo sconcerto di chi al termine della giovinezza si trova davanti alla necessità di un consuntivo. Tutti abbiamo sperimentato l’importanza di quel personalissimo passaggio obbligato verso l’indipendenza e la solitudine chiamato ‘linea d’ombra’. Possiamo ben comprendere quindi quanto sia stimolante fare i conti con quelle particolari sensibilità poetiche in cui questo passaggio si rovescia nella comparsa di un”ombra della linea’; nell’addensarsi cioè, sul tratto ancora esitante di ciò che appare, delle nebbie e i fantasmi che possiedono segretamente ogni esperienza…” (dalla nota di Luigi Trucillo)
  • Genere: Poesia
  • Pagine: 56
  • Editore: Ianieri
  • Anno: 2013
  • Prezzo: 8,50 euro

DDSS---PER-SITO

Dove diavolo sei stato? Il generale Montgomery, l'Italia e la storia incredibile di un uomo in fugaIanieri, 2012
Nel novembre 1942, due giorni dopo la battaglia di El Alamein, un giovane ufficiale dell’esercito britannico fu catturato dai tedeschi. Mentre i nazisti decidevano della sua sorte, il militare inglese aveva una ragione particolare per essere preoccupato: nessuno lo sapeva, ma Richard Carver era il figliastro del feldmaresciallo Bernard Montgomery, il comandante delle forze alleate… Questa storia avvincente racconta l’internamento di Richard nei campi di prigionia italiani e la sua successiva fuga. Deciso ad affrontare il rischioso cammino fino al quartier generale degli Alleati nel Sud Italia, Richard intraprende un viaggio estenuante di 500 miglia, evitando più volte la cattura e infine rifugiandosi presso una famiglia di coraggiosi contadini abruzzesi di Gessopalena. Il 4 dicembre 1943, dopo più di un anno, Richard fa ritorno barcollando al quartier generale dell’Ottava Armata a Paglieta, sulla sponda sud del fiume Sangro, accolto dall’ormai famoso patrigno che lo salutò dicendo: “Dove diavolo sei stato?”.
  • Genere: Romanzo
  • Autore: Tom Carver
  • Traduzione: Federica D’Amato
  • Pagine: 288
  • Editore: Ianieri
  • Anno: 2012
  • Prezzo: 19,90 euro
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