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Non date ordini al vostro autore, provate a immedesimarvi in lui.
Siate per lui un compagno di lavoro e un complice.

Virginia Woolf

Agenzia Letteraria Edelweiss

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L’Agenzia Letteraria Edelweiss si è costituita negli anni intorno ai suoi fondatori Andrea Carnevale e Roberto Di Pietro, e si affida oggi a una squadra di collaboratori e aziende partner di alto profilo, dalla lunga esperienza nel settore editoriale, in grado di coprire con le loro professionalità tutte le fasi della filiera libro: lettura e valutazione manoscritti, correzione di bozze, editing, impaginazione professionale, intermediazione, storytelling, tutela legale del diritto d’autore, copywriting, ufficio stampa, traduzioni e foreign rights. L’Agenzia Letteraria Edelweiss è animata dalla convinzione che i libri siano ancora lo strumento di crescita di una comunità e lotta contro chi ritiene che tale visione sia romantica, illusoria o anacronistica.

È questa identità che ci ha portato in pochi anni a far crescere il numero degli autori rappresentati e delle pubblicazioni all’attivo.

Ben consapevoli della situazione e delle dinamiche del mercato editoriale odierno, soprattutto italiano, siamo fermamente convinti che esso debba essere conosciuto ma non riverito, e che un rilancio possa passare solo attraverso il ritorno a uno scouting serio, non orientato unicamente alla commerciabilità dei testi e alla dote privata di pubblico che gli autori portano con sé. La lettura – qualcuno si sorprenderà – deve essere l’azione principale di chi lavora con, sui e intorno a libri.

La lettura deve essere l’azione principale di chi lavora con, sui e intorno a libri.

Prossime uscite

Certi ricordi non tornano, di Dario Pontuale.
A settembre per CartaCanta

La suocera sul petto e altre storie vere, di Alessio Biondino.
A settembre per Ianieri

Pietro Pan. Memorie di un perdigiorno, di Nicola Pecci.
A settembre per Ianieri

La castità, di Andrea Bassani.
A settembre per Ensemble

L’alba è un massacro signor Krak, di Thomas Tsalapatis.
A ottobre per XY

Assaggi d’autore

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“bastami / non bastarmi amore /
imbastardisci me / di te”

La natura del bastardo, Davide Rondoni

“Ho consumato le suole / cercando parole di gioia.”

Campanile di nebbia, Marco Simionato

“Io, però, senza il cielo mi sentirei prigioniero
di un mondo senza segreti.”

La sabbia di Léman, Carmine Sorrentino

“Lui non guarda il mondo solo con gli occhi, ma ci scava dentro con tutto se stesso, seguendo i battiti del proprio cuore e la temperatura del proprio sangue.”

La pianista di Van Gogh, Carlo Ferrucci

“Chi ti fa piangere in questo modo” le disse Marco,
“deve meritare ogni tua singola lacrima”.

I favolosi anni '85, Simone Costa

“Che cos’è la letteratura se non uno dei massimi sforzi messi in atto dall’uomo di dare senso alle cose
per comunicarle?”

I sensi del testo, Raul Mordenti

“Io voglio parlare con te per stare vicino a tutti.”

Lettere al Padre, Federica D'Amato

“Perché la letteratura ha a che fare con la libertà. Leggere non può che essere un atto libero. Una specie di amore.”

Contro la letteratura, Davide Rondoni

“Per noi, miserabili, mirabili anime, non c’è tempo senza memoria.”

Anima scalza, Giovanni Nuti

In evidenza

Novità:
Vincenzo Imperatore
è un nuovo autore Edelweiss!

Novità:
Marcello Altamura
è un nuovo autore Edelweiss!

Novità in libreria:
Il grande spettacolo dell’arte,
di Luca Nannipieri, Historica.

Novità in libreria:
Salvare la poesia della vita,
di Davide Rondoni, Il Messaggero.

Novità in libreria:
Juve-Napoli. Romanzo popolare,
di Vincenzo Imperatore e Darwin Pastorin, Aliberti.

Novità in libreria:
Ogni giorno come il primo giorno,
di Giorgia Penzo, Nord.

Novità in libreria:
Gelo d’autunno a Quieta Radura,
di Clelia Canè, Lavieri.

Presentazioni: Juve-Napoli. Romanzo popolare,
di Vincenzo Imperatore e Darwin Pastorin,
28 settembre, presso la Libreria Ubik, Napoli, h.18.

Presentazioni: La suocera sul petto,
di Alessio Biondino,
29 settembre, presso Firenze Libro Aperto, Firenze, h.14.

Presentazioni: Pietro Pan. Memorie di un perdigiorno,
di Nicola Pecci,
30 settembre, presso Firenze Libro Aperto, Firenze, h.16.

Presentazioni: La castità,
di Andrea Bassani,
6 ottobre, presso Studio Rosai, Firenze, h.18.

Presentazioni: Ogni giorno come il primo giorno,
di Giorgia Penzo,
6 ottobre, presso la Biblioteca di Castelnovo di Sotto (RE), h.18.

Recensioni: Mediorientati,
di Gian Stefano Spoto,
su Leggere:Tutti

Recensioni: La natura del bastardo,
di Davide Rondoni,
su Mangialibri

Recensioni: Manuale di fisica e buone maniere,
di Daniele Germani,
su l’Huffington Post

Interviste: Simona Zecchi
su Euronews

Interviste: Simone Costa
su Radio Rai1

Interviste: Raffaello Masci
su La Stampa tv

Interviste: Dario Pontuale
intervistato da Stefania De Matola

LEGGI TUTTE LE RECENSIONI E INTERVISTE

Parola d’autore

5.000 battute. Tema libero. Gli autori Edelweiss si presentano con la propria voce.
Questo mese Gero Mannella.

Encefalite C
di Gero Mannella

“L’encefalite C africana è una grave infezione batterica trasmessa dalle zanzare cavalline”, lesse Pepi Sincleux sull’ultimo numero di “Digestive’s Digest”, “ogni anno colpisce circa 10000 individui nel mondo, con un tasso di mortalità dell’80%. Unica forma di prevenzione è l’uso del preservativo nei rapporti sessuali con dette zanzare”.

Pepi Sincleux fu visibilmente scosso dalla notizia.
Di rapporti sessuali non protetti con zanzare ne aveva avuti molti, vattelapesca se fossero cavalline o meno.
Come fare ad accorgersi se aveva contratto quel morbo?
E, facendo le corna l’avesse preso, cosa avrebbe fatto del resto della sua vita?
Quanto tempo quel tarlo sarebbe stato lì ad incubare sordido, a scavargli dentro fino a svuotarlo, a fare del suo corpo una scarna crisalide?
Avrebbe forse sofferto al punto da agognare il trapasso?
Un’oscura angoscia, un’irrazionale premonizione cominciò a montare, a riempirgli l’animo e i polmoni come per compensare quell’impressione di svuotamento in fieri.
Inquieto Pepi Sincleux vagolò per la camera da letto poggiandosi dove capitava: alla parete, allo specchio dell’armadio, alla porta del bagno.
E da quelle diverse prospettive prese a rimirare Eleonora sommersa dalle coltri.
Il volto imperturbato, opalino e neutro come d’una ninfa da cammeo, rivelava un sonno privo di sogni.

Gli sovvenne con orrore il pensiero d’averla già infettata.
In un nonnulla materializzò su quel volto immaculato i mutamenti che l’incedere del morbo avrebbe prodotto: gote ulcerate, fronte pustolosa, occhi sprofondati, labbra livide.
“No, no!”
Cancellò con urgenza quell’immagine dalla memoria e tornò a guardarsi allo specchio.
No. Più del proprio declino gli sarebbe stato insopportabile quello di Eleonora.
Quando di notte la sfiorava, la lambiva, le suggeva ora le dita ora i lobi delle orecchie, moti subitanei che il proprio istinto e l’abbandono lascivo di lei gli dettavano, fino all’istante sublime in cui entrava in lei, ebbene in quei momenti sentiva fluire in sé la linfa calda d’un anelito alla immortalità, o in subordine un’aspettativa di vita superiore alla media riportata nel “Digestive’s Digest”.
Eleonora era l’albero del pane, il motore primo, il centro del suo perpetuo gravitare. Sarebbe impazzito al solo pensiero di lei che scontava il fio delle proprie trascorse promiscuità con stupide zanzare cavalline.

Un tarlo di maggiore consistenza (una termite probabilmente) cominciò perciò a roderlo più a fondo.
Un’analisi del suo sangue: ecco cosa s’imponeva per fugare ogni dubbio!
Ovviamente a sua insaputa, per non insospettirla.
Per fortuna quello era il mestiere di Pepi Sincleux. Per lui quel fluido amaranto non aveva segreti, né gli incuteva ribrezzo.
Un prelievo notturno, silenzioso, indolore, d’una proditoria amorevolezza, per sondare il suo sangue ed allontanare l’atroce sospetto.

E così fece Pepi Sincleux.
Attese paziente che Eleonora nelle mosse spontanee del sonno assumesse una posizione che gli offrisse lo spiraglio per agire.
E quando finalmente lei, dimentica e immersa nell’imo del REM, scoperse l’avambraccio dalle coltri, lui le si accostò tosto, sondò leggero una venuzza a fil di pelle, e cominciò a prelevare una modica quantità.

Purtroppo però aveva sottovalutato la leggerezza del sonno della donna, e le conseguenze della sua reazione scomposta.
Percepito infatti il subitaneo pizzicorìo all’avambraccio, Eleonora si scosse, fece una smorfia schioccando la lingua impastata, e trasse d’istinto l’altra mano dal fascio di lenzuola, per poi ammollare uno schiaffetto alla sorgente del fastidio.
Proprio in quel mentre Pepi Sincleux. avvertì quanto vano fosse stato il suo slancio, e più in generale accusò il vuoto stagno dell’esistere.

L’indomani mattina Eleonora s’avvide di quella zanzara schiacciata che le aveva impiastricciato di sangue le federe.
Non senza stizza buttò un’occhiata malevola allo zampirone che giaceva inetto nei pressi della finestra, e si ripromise di passare al fornelletto o agli ultrasuoni.
Le spoglie di Pepi Sincleux, con le ali sconnesse e le zampe contorte, ruzzolarono sullo scendiletto per lo spostamento d’aria che produsse la donna nel levarsi.

Per la cronaca, studi successivi appurarono che l’encefalite C africana non è causata dalle zanzare cavalline, bensì dai cercopitechi equatoriali che orinano ritualmente sulle noci di cocco quando incrociano per strada le zanzare cavalline.
Per questo motivo su un numero successivo di “Digestive’s Digest” si sarebbe raccomandato il rapporto sessuale protetto con dette noci di cocco.

© Gero Mannella

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